Quando l’ultima cosa che ti aspetti è incrociare un nudista in spiaggia.

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A Gran Canaria non solo paesaggi lunari
20/04/2017
 

Una pratica molto diffusa all’estero che di recente si sta estendendo anche nei litorali attrezzati, oltre che nelle zone isolate.

Confesso di non essere ferrato sull’argomento le cui uniche reminiscenze risalgono a qualche leggenda metropolitana che durante la mia adolescenza girava negli ambienti scolastici. Fatto sta che di recente, mi è capitato di affrontare nuovamente il tema, perché involontariamente passeggiando sulla battigia, sono finito sulla parte di spiaggia che a Maspalomas, Gran Canaria, è dedicata a chi pratica il nudismo. Superata la sorpresa iniziale, nascosto dagli occhiali da sole, senza muovere la testa e rimanendo a debita distanza, muovevo lo sguardo da destra a sinistra cominciando quello che molti definiscono “sport da portinaia” (non me ne vogliano le portinaie, ma la definizione calza a pennello). Come primo approccio credo di non essere stato agevolato: quasi la totalità dei presenti aveva superato abbondantemente la sessantina con tutto quello che ne derivava dal punto di vista fisico, ma a quanto pareva l’imbarazzo era solo mio, a giudicare dall’atteggiamento indifferente degli altri. La cosa, però, che mi colpiva maggiormente riguardava la spontaneità con la quale coppie o gruppi di persone interagivano tra loro conversando, giocando o passeggiando. Molti di loro, infatti, si mescolavano tra i bagnanti che cercando un po’ di refrigerio percorrevano la sabbia lambita dalle onde e tutto nell’indifferenza dei bambini che a pochi metri imperterriti continuavano a giocare con paletta e secchiello. Obbiettivamente devo ammettere che tra tutte le sensazioni percepite durante la permanenza nella zona dedicata (nota bene: dedicata non riservata) alla pratica del nudismo, nessuna rimandava all’erotismo o addirittura alla pornografia. Tutto sommato, quindi, l’approccio è stato positivo, tanto da desiderare di sperimentare personalmente questa pratica “alternativa”, ma a quanto pare ha prevalso il mio inconscio provinciale, adducendo pretesti ottimi per desistere. Per chi volesse approfondire l’argomento riporto integralmente un vecchio articolo di Jacopo Ferrari pubblicato su “il Giornale.it” del 3 luglio 2015.

Sembrano posti adatti solo a coraggiosi e, magari, a voyeur. Pochi sanno che invece è il nudismo non è né una mossa “folkloristica” né fantascienza né perversione: anzi, è una pratica sempre più diffusa, un fenomeno molto più concreto di quanto si possa credere. Ogni giorno migliaia di persone nel mondo praticano questa attività, si sentono felici e spensierati senza vestiti addosso: nulla di sessuale, solo voglia di sentirsi liberi. E in estate questa pratica assume contorni decisamente più marcati: le spiagge nudiste ormai hanno preso piede su tutto il territorio, anche se spesso sono nascoste e frequentate solo da chi sa dove si trovano, come arrivarci e con chi andarci. Chi non ci è mai stato è sommerso dai dubbi: chissà se si può guardare, e se si può e si viene scoperti chissà cosa succede. Ma poi, l’interrogativo più importante tra tutti, soprattutto per gli uomini: cosa fare in caso di erezione?

Il New York Magazine ha pubblicato un articolo in cui si spiega il senso di questa pratica ma soprattutto si danno consigli preziosi per chiunque voglia approcciarsi ad essa. Tutti i nudisti convinti riferiscono che conversare senza vestiti è uguale a conversare con i vestiti. E che, anzi, farlo da nudi è molto meno sessuale che farlo da coperti. Lasciare in borsa i vestiti, prosegue l’articolo, permette di abbattere ogni barriera sociale o status: una davanti all’altra ci sono solo due persone, “come mamma le ha fatte”, e tutto sta nella parola. Non conta l’aspetto, i gesti contano meno del solito, quel che è più importante sono le parole. Certo, si legge nel pezzo, «i primi trenta secondi sono pieni di panico, guardi gli altri solo negli occhi e hai paura ad abbassare lo sguardo, o se lo fai gli guardi la punta dei piedi».

Chi dice che la vita sessuale di una persona che pratica il nudismo è meno eccitante di quella degli altri sbaglia: certo, prosegue il New York Magazine, non c’è il mistero, la curiosità e l’attesa che si provano togliendo per la prima volta i vestiti al proprio partner, ma i nudisti sono fermamente convinti che la parte migliore del prossimo sia il cervello. Fa niente cosa c’è sotto gli abiti, la stessa emozione si prova insomma scoprendo giorno dopo giorno quello che l’altra persona pensa. Al contrario, invece, l’essere nudi è ancora troppo spesso un tabù: basti pensare a chi non si spoglia nemmeno in casa, davanti ai propri figli. Infine, il New York Magazine risponde alla domanda più importante: cosa succede se arriva una improvvisa erezione? «Si accetta – si legge – La regola numero uno dei nudisti, però, è che devono sempre avere a portata di mano un asciugamano».