Il fascino delle tradizionali case in legno giapponesi

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Il fascino delle tradizionali case in legno giapponesi

Tra le tante contraddizioni che caratterizzano il Giappone e allo stesso tempo lo rendono suggestivo, quella più conosciuta è sicuramente la contrapposizione tra passato e futuro, ovvero tradizione e tecnologia. Questo aspetto è molto evidente soprattutto nelle grandi città dove percorrendo le strade dei tanti quartieri che ospitano le moderne realizzazioni architettoniche, potrete scoprire una di quelle tradizionali casette di legno che nonostante la veneranda età sono ancora abitate. Esperienza vissuta in prima persona a Tokyo qualche anno fa, mentre cercavo faticosamente di individuare l’ingresso dell’ufficio di un mio amico. Nella mia mente, come penso anche nell’immaginario collettivo, il Giappone è sempre stato associato alle tipiche vecchie casette, con tanto di tatami e pareti scorrevoli. Mai, però, mi sarei aspettato di trovarne una proprio dietro l’angolo del palazzo, circondata da piante ed alberi che ne nascondevano l’esistenza ai passanti. Si trattava di uno di quegli edifici sopravvissuti ad un terribile incendio che si propagò verso la metà dell’ottocento e come se non bastasse ad un successivo catastrofico terremoto. Insieme questi drammatici eventi rasero al suolo quasi tutta la città che all’epoca era ancora costruita esclusivamente in legno. Da qui l’attuale attenzione, quasi ossessiva, per la prevenzione di queste specifiche calamità che rende il Giappone uno dei paesi più all’avanguardia nel mondo. Non vi nascondo l’entusiasmo per la scoperta, grazie al quale riuscivo facilmente a comprendere quello dei primi fotografi europei che con la loro opera contribuirono a diffondere nel mondo le immagini inedite di questo Paese straordinario. Ma la sorpresa più consistente riguardava il particolare contesto nel quale era collocato l’edificio. Come una perla racchiusa nella sua conchiglia, la vecchia dimora era incastonata tra recenti e alte costruzioni quasi a proteggerla dalla modernità del tessuto urbano circostante, mentre al contrario le sue vecchie facciate dimostravano nostalgicamente la loro età. Deteriorate, ma dignitosamente ordinate suggerivano tutta l’attenzione che i proprietari dedicavano sistematicamente al loro datato bene. Delle semplici tende bianche garantivano la privacy all’appartamento, mentre qua là alcune veneziane proteggevano i vetri dalle probabili intemperie. La scoperta mi ha affascinato a tal punto da farne una ricerca per la mia attività artistica e di conseguenza ho cominciato a documentarmi più in dettaglio. Ho perlustrato molti quartieri di Tokyo e alla fine ho realizzato i risultati sperati a Nihonbashi, Kanda, Suda, Yushima, Yanaka, Sendagi, Hongo e a Togoshi. Diverse per tipologia, le costruzioni che ho trovato risalgono tutte all’ultimo periodo Edo che terminò nel 1858, dando inizio alla restaurazione del periodo Meniji. La maggior parte sono abitate, qualcuna ospita un esercizio commerciale, poche quelle non utilizzate, ma le ottime condizioni in cui si trovano fanno ben immaginare che presto saranno assegnate ad un preciso utilizzo.